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Nuovo anno tempo di buoni propositi… e di bilanci!

L’inizio del nuovo anno è sempre un buon momento per darsi nuovi obiettivi, ma è utile anche fare un bilancio dell’anno passato e darsi qualche “pacca sulla spalla”.

Il mio 2018 è stato ricco di persone, progetti, luoghi ed esperienze dalle quali voglio ripartire per migliorarmi ancora l’anno prossimo.

Quindi prima di pensare ai buoni propositi prendiamoci un po’ di tempo per riconoscere i nostri successi!

Buon anno a tutti!!2018inCifre

Ascoltare Sé Stessi per Comprendere l’Altro – Incontro Gratuito

All’interno dell’iniziativa “Studi Aperti” in occasione della Giornata Nazionale della Psicologia vi invitiamo all’incontro dal titolo

Ascoltare Se Stessi per Comprendere l’Altro

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che si terrà

SABATO 13 SETTEMBRE DALLE 10.30 ALLE 12.30

presso

Studio di Psicoterapia – Via Montepulciano 1, Milano (MI)

 

Per informazioni e iscrizioni:

Dott. Christian Polo                          Dott.ssa Stephanie De Liberto

3384875335                                        3495137385

info@polopsicologo.it                       stephanie.deliberto@gmail.com

Studi Aperti: incontri informativi gratuiti in occasione della Giornata Nazionale della Psicologia

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Studio aperto il 12 e 13 ottobre 2018

In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, prevista per il 10 ottobre 2018, ho aderito all’iniziativa “Studi Aperti” che prevede la possibilità di richiedere un colloquio informativo gratuito presso il mio studio.

Vieni a conoscermi nelle giornate di

  • venerdì 12 ottobre (dalle 10 alle 20)
  • sabato 13 ottobre (dalle 10 alle 18)

presso lo studio di Via Montepulciano n°1 a Milano, sarà un’occasione utile per:

  • conoscere il mio metodo di lavoro e il mio approccio;
  • comprendere quali sono i miei ambiti di competenza e se posso esserti d’aiuto;
  • ricevere informazioni circa la durata e i costi di un percorso psicologico o di psicoterapia.

Se desideri prenotare un appuntamento puoi contattarmi ai seguenti recapiti

Tel: 338 4875335
Mail: info@polopsicologo.it

Obiettivo dell’incontro è informarti circa la professione dello psicologo e psicoterapeuta, i suoi ambiti di intervento e le metodologie utilizzate.

Non è un colloquio psicologico o di psicoterapia, ma potrebbe essere l’occasione giusta per valutare la possibilità di intraprendere un percorso orientato al superamento di una situazione di difficoltà o allo sviluppo personale e professionale.

 

Il ruolo dei Centri per l’Impiego nello scenario lavorativo attuale

Il ruolo dei Centri per l’Impiego nello scenario lavorativo attuale
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Secondo un articolo dal sito lavoce.info i Centri per l’Impiego oggi sono “… quasi esclusivamente strutture amministrative per la registrazione delle dichiarazioni di disponibilità al lavoro e le attività protocollari per quanto riguarda disabilità e certificazione per tirocini extra-curriculari”.

Altri dati contenuti nell’indagine “Rapporto di monitoraggio sui servizi per il lavoro” ISFOL del 2015 mostrano come tra gli 8798 dipendenti dei CPI Italiani solo il 27,1% sia in possesso di un titolo universitario e, tra questi, quasi 8 su 10 con contratto a tempo determinato o di collaborazione.

In un mercato del lavoro che si è totalmente rivoluzionato negli ultimi 10 anni per rilanciare l’occupazione non sono sufficienti gli incentivi economici alle aziende per l’assunzione di inoccupati e disoccupati.
Le persone devono essere orientate a livello formativo e professionale, aiutate a muoversi nella ricerca del lavoro secondo le modalità e gli strumenti più attuali, valorizzando ed aumentando al contempo le competenze trasversali e le risorse personali.

Come si è ovviato alla mancanza di competenze e risorse dei CPI?

Da un lato le nuove esigenze sono state soddisfatte grazie ai numerosi enti accreditati ai servizi al lavoro nati in diverse regioni d’Italia a partire dal 2008.
A volte sono gli stessi comuni o città a sviluppare e attivare servizi di orientamento professionale e lavorativo rivolti alla cittadinanza. Basti pensare al modello innovativo di Puerta 22 in una città come Barcellona, fino ad arrivare a progetti di realtà più piccole come lo Sportello JobOrienta​ che ho avuto la possibilità di proporre all’interno del Comune di Noale.

In altri casi invece, la collaborazione e il sostegno tra persone che cercano lavoro ha permesso di creare luoghi virtuosi, quali ad esempio i Job Club in Italia o le Lanzaderas in Spagna, dove persone alla ricerca di una nuova occupazione, coordinate da un coach, uniscono le forze per aumentare le proprie competenze e le possibilità di accedere ad un lavoro.

Basteranno questi sforzi individuali e privati a compensare la mancanza a livello pubblico di un adeguato sostegno all’occupabilità?

Ai posteri l’ardua sentenza…

La diversità, se valorizzata, è ricchezza!

La diversità come arricchimento personale: alcune riflessioni su un incontro di ricerca attiva del lavoro che ho tenuto nel mese di agosto presso l’associazione Karibu di Scorzè (VE)

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Ieri ho avuto l’occasione di parlare di ricerca del lavoro con gli ospiti di casa Karibu che accoglie circa 10 persone provenienti da diversi stati dell’Africa Occidentale. A prescindere dai contenuti dell’incontro e dalle riflessioni emerse è stato veramente ricco lo scambio di esperienze di vita, culture e punti di vista differenti.

Il confronto con mondi anche molto distanti dal nostro è una grandissima opportunità per riflettere su come alcune delle nostre certezze siano in realtà effimere e figlie del contesto nel quale siamo cresciuti e col quale ci confrontiamo quotidianamente.

Come spiegare ad esempio il concetto di puntualità senza tenere in considerazione che la nostra concezione del tempo nel mondo occidentale nulla ha a che vedere con quella di molti altri paesi?

Come parlare dell’importanza delle soft skills senza prima aver definito un significato condiviso dei termini conoscenza, capacità e competenza?

Anche in questo caso, come in molte altre occasioni, il segreto è quello di utilizzare l’ascolto attivo ed in particolare di fare attenzione alle nostre reazioni di fronte al “diverso”. Il primo passo consiste nello sforzarsi di sospendere il giudizio che troppo spesso ci impedisce di spostarci verso il punto di vista dell’altro. Una volta fatto questo sarà più semplice raggiungere un terreno comune da cui iniziare una vera e profonda comprensione reciproca.

La diversità, quando accettata e valorizzata, riesce sempre a produrre un’incredibile ricchezza!

L’importanza di apprendere durante tutto l’arco di vita per il proprio sviluppo personale e professionale

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A livello europeo si parla di Life Long Learning o, in italiano, di apprendimento continuo (durante tutto l’arco di vita), ovvero la necessità di sviluppare continuamente competenze sia tecniche che trasversali, per crescere, essere più efficaci e aumentare il proprio benessere lavorativo.

Un articolo con alcuni spunti interessanti per lavorare sul proprio sviluppo a livello professionale e personale.
“Se un tempo la vita consisteva in due fasi, l’apprendimento e poi il lavoro, oggi la vita consiste in una fase sola: apprendimento e esperienza concreta sempre. I ragazzi a scuola devono alternare l’apprendimento con esperienze lavorative (scelta che incrementa in modo consistente la loro capacità di entrare poi nel mondo del lavoro). E chi ha finito gli studi formali deve continuamente imparare, per tutta la vita.”

Lavorare è studiare. Dieci mosse per un apprendimento continuo davvero efficace

JobOrienta: un progetto di orientamento formativo e professionale

Dal 28 settembre 2015 è attivo presso il Comune di Noale lo sportello JobOrienta, un progetto di orientamento formativo e professionale che ho ideato e realizzato in collaborazione con la Cooperativa Sumo per la città dei Tempesta.

JobOrienta

Il servizio si rivolge a disoccupati, inoccupati, lavoratori in CIGO e CIGS, iscritti nelle liste di mobilità residenti all’interno del territorio comunale e comprende una serie di interventi di orientamento, formazione, sostegno e accompagnamento alla fase di transizione lavorativa e nel periodo di primo inserimento.

Il progetto si articola su due attività principali:

  • uno sportello di orientamento e consulenza individuale, con due aperture settimanali per un totale di 6h (lunedì dalle 9.00 alle 12.00 e mercoledì dalle 16.00 alle 19.00) con l’obiettivo di sostenere gli utenti nell’individuazione degli strumenti e dei canali di ricerca più adeguati e, al contempo, di effettuare un’analisi dei fabbisogni formativi/professionali di coloro che accedono al servizio in modo da poter progettare specifiche azioni di attivazione, riqualificazione o formazione;
  • laboratori di gruppo attivati in base alle specifiche esigenze dei destinatari su tematiche quali la ricerca attiva del lavoro, il bilancio di competenze, la preparazione del colloquio di lavoro, ecc.

Il progetto prevede inoltre la possibilità di realizzare specifiche azioni di formazione professionale e inserimento lavorativo sulla base dei fabbisogni formativi che emergono dall’analisi delle caratteristiche dei partecipanti e dalle esigenze delle imprese del territorio. Questi progetti possono rientrare all’interno di azioni rivolte a giovani under 29 (Garanzia Giovani) oppure a persone over 30 (Politiche Attive, Work Experience).

Alcuni dati del progetto JobOrienta

Lo sportello è stato attivato il 28 settembre e conta attualmente un centinaio di iscritti.

I dati relativi ai partecipanti che hanno avuto accesso allo sportello nei primi tre mesi di attività (ottobre-dicembre 2015) mostrano come su un totale di 60 persone iscritte, 17 (pari a circa il 28%) siano state ricollocate con contratti a tempo determinato o indeterminato.
Rispetto agli altri partecipanti la situazione è la seguente:

  • 8 non hanno risposto al sondaggio o non sono reperibili;
  • 10 hanno svolto diversi colloqui ed alcuni di essi lavorato per brevi periodi;
  • 3 partecipanti sono stati orientati a corsi di formazione e 2 di essi stanno svolgendo un tirocinio for-mativo;
  • 22 persone hanno iniziato a cercare attivamente lavoro sfruttando i diversi canali (passaparola, inter-net, agenzie interinali, ecc…).

L’analisi SWOT per il miglioramento personale

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L’analisi SWOT è uno strumento di pianificazione strategica che permette di valutare i punti di forza (Strenghts), di debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto, un’idea o qualsiasi altra situazione in cui un individuo o un’organizzazione si trovano a dover prendere una decisione per raggiungere un determinato obiettivo.

L’analisi SWOT deriva da una ricerca condotta dallo Stanford Research Institute tra il 1960 e il 1970 e portata avanti da un team di cui facevano parte Albert Humphrey, Marion Dosher, Otis Benepe, Robert Stewart e Birger Lie.

Il modello dell’analisi SWOT può essere meglio compreso osservando la seguente matrice

SWOT

L’utilizzo di questo tipo di analisi non è limitato alle organizzazioni, ma può essere applicato in qualsiasi processo decisionale in cui siano stati definiti degli obiettivi finali da raggiungere.

L’analisi SWOT genera una serie di informazioni molto utili riguardanti gli aspetti interni (Forze e Debolezze), ma anche i fattori esterni (Minacce e Opportunità).

Per effettuare un’analisi SWOT è necessario porsi alcune domande.

PUNTI DI FORZA:

  • Quali vantaggi abbiamo?
  • Cosa sappiamo fare bene?
  • Quali sono le risorse a disposizione?
  • Quali punti di forza ci sono riconosciuti dall’eseterno?

PUNTI DI DEBOLEZZA:

  • Quali miglioramenti possiamo apportare?
  • Quali sono gli aspetti maggiormente negativi?
  • Cosa dovrebbe essere evitato?

OPPORTUNITA’:

  • Quali buone occasioni ci stanno di fronte?
  • Di quali tendenze interessanti siamo a conoscenza?

MINACCE:

  • Quali ostacoli abbiamo di fronte?
  • Quali cambiamenti del mercato o dell’ambiente esterno minacciano la tua posizione?
  • Quali sono le debolezze che maggiormente possono minacciare i nostri obiettivi?
  • Quali sono le richieste e le specifiche del lavoro che stanno cambiando?

Le fasi principali che caratterizzano un’analisi SWOT sono:

  • la decisione sul metodo di raccolta delle informazioni e su chi le raccoglierà;
  • l’identificazione delle fonti da cui trarre le informazioni;
  • la raccolta delle informazioni;
  • l’organizzazione delle informazioni trovate;
  • l’identificazione dei temi più rilevanti;
  • la stesura di un report;
  • la divulgazione dei risultati;
  • la presa di decisione rispetto a quali attività siano maggiormente importanti in relazione ai valori e agli obiettivi personali, del gruppo o dell’organizzazione.

Oltre ai processi decisionali, l’analisi SWOT può essere utilizzata nella pianificazione strategica, nella valutazione del prodotto/servizio, nella valutazione dei concorrenti, nella pianificazione dello sviluppo personale e nelle riunioni strategiche (associata ad altre tecniche quali brainstorming o PESTLE).

I vantaggi principali di questo tipo di analisi, oltre alla sua flessibilità, risiedono nella facilità di utilizzo della matrice e nella possibilità di comprendere facilmente quali siano i punti di forza e di debolezza dell’oggetto analizzato. Essa stimola inoltre lo sviluppo del pensiero strategico e indirizza le persone a focalizzarsi sui punti di forza e sulle opportunità, anticipando le possibili minacce provenienti dal mercato e consentendo di intraprendere azioni che ne minimizzino l’impatto.

Gli svantaggi riguardano differenti aspetti collegati all’analisi.

Innanzitutto la natura delle informazioni raccolte che, se non sufficientemente dettagliate e approfondite, possono condurre a conclusioni errate (spesso risulta difficile accedere ad alcuni tipi di informazioni soprattutto nelle organizzazioni complesse e di grandi dimensioni).

In secondo luogo è preferibile che più persone siano coinvolte nel processo di analisi: questo aumenta notevolmente la quantità e la qualità delle informazioni e consente di avere prospettive diverse per analizzare lo stesso oggetto. Il rischio è che le informazioni ottenute con un numero limitato di persone, siano povere e portino a trarre conclusioni erronee e di conseguenza ad intraprendere scelte sbagliate.

Come utilizzare l’analisi SWOT per definire obiettivi e strategie personali?

L’analisi SWOT sopra descritta può essere efficacemente utilizzata a livello personale per aiutarci in un processo di autoconsapevolezza e consentirci di analizzare i nostri obiettivi e i nostri progetti, identificando le migliori strategie per raggiungerli e realizzarli.

Per applicare l’analisi SWOT a livello personale è sufficiente modificare leggermente le domande da porsi a seconda che stiamo analizzando noi stessi, una situazione o un progetto.

Facciamo un esempio per quanto riguarda le domande da porsi nel caso vogliamo applicare l’analisi SWOT per il miglioramento personale.

PUNTI DI FORZA:

  • Quali sono le mie caratteristiche vincenti?
  • In quali attività o compiti riesco bene?
  • Quali sono le risorse che mi sento di possedere?
  • Quali punti di forza mi riconoscono gli altri?
  • Quali competenze mi sento di possedere
  • In quali contesti mi sento di poter dare il meglio?

PUNTI DI DEBOLEZZA:

  • Quali sono le mie principali aree di miglioramento?
  • Quali sono i compiti o le attività in cui faccio più fatica?
  • In quali contesti mi sento più in difficoltà?
  • Quali competenze voglio sviluppare/perfezionare?
  • Quali sono i miei limiti?

OPPORTUNITA’:

  • Quali opportunità posso sfruttare per lavorare sulle mie aree di miglioramento?
  • Quando ci saranno le condizioni favorevoli per sviluppare/perfezionare le mie competenze?
  • Quali possibilità riesco a vedere nelle attività, contesti, persone e luoghi che frequento?

MINACCE:

  • Quali sono gli ostacoli alla mia crescita e al mio sviluppo?
  • Quali cambiamenti dell’ambiente esterno o del contesto possono rallentare/bloccare la mia crescita?
  • Quali sono le convinzioni che mi impediscono di raggiungere i miei risultati?

Per rispondere a queste domande è fondamentale prendersi del tempo per pensare e rileggere quanto scritto precedentemente. Ricorda che il risultato di questa analisi è relativo a te in questo momento e in questo luogo, quindi utilizzalo prevalentemente per definire obiettivi e strategie a breve-medio termine.

La seconda fase dell’analisi SWOT consiste nel creare un vero e proprio piano d’azione per raggiungere i propri obiettivi di miglioramento. Come fare?

F –> O Innanzitutto occorre individuare i punti di forza che ci consentiranno di sfruttare le opportunità che si presenteranno.

D –> M In secondo luogo occorre riflettere su quali dei punti deboli individuati potrebbero trasformarsi in minacce.

D –> O Il passaggio successivo consente di individuare le opportunità che ci permetteranno di sviluppare le nostre aree di miglioramento.

F –> M Infine è necessario individuare quali punti di forza potrebbero aiutarci ad affrontare le minacce presenti e future.

Una volta compiuti questi passaggi hai più chiari quali sono gli step necessari per raggiungere i tuoi obiettivi di miglioramento, non ti resta che cominciare!!

5 domande da farsi per riuscire a realizzare un progetto professionale efficace

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La creazione di un progetto professionale efficace è un passaggio fondamentale per tutte le persone che si trovano ad affrontare una fase di transizione lavorativa, vediamo come fare.

Molto spesso le persone che aiuto nella ricerca del lavoro alla mia domanda “ma che lavoro vorresti fare?” rispondono con un’affermazione che assomiglia alla seguente “a me va bene tutto mi basta lavorare”.

Alla richiesta di approfondire quanto detto scopro che, nella maggior parte dei casi, le persone utilizzano questa risposta come un valore aggiunto che si sta offrendo al selezionatore, molte volte passato sotto il termine di “flessibilità”. Se analizziamo questa frase però, ci accorgiamo di come possa nascondere una serie di significati che vanno proprio nella direzione opposta, vediamo alcuni esempi:

  • “mi va bene tutto” quindi su che base valuti un lavoro? Unicamente rispetto allo stipendio? O alla fatica fisica o cognitiva che richiede? O alla vicinanza/lontananza da casa?
  • “mi basta lavorare” questa risposta si collega principalmente ai bisogni della persona che possono essere i più diversi quali avere uno stipendio, avere una garanzia per altri investimenti (mutuo, acquisti, ecc.) oppure semplicemente uscire dallo stato di inattività attuale.

Mettiamoci ora nei panni del selezionatore o del datore di lavoro che ci dovrebbe assumere, cosa può pensare?

Un datore di lavoro giunge a selezionare una persona perché, dopo aver valutato il fabbisogno professionale (in modo più o meno strutturato), ha individuato una o più profili specifici da inserire nella propria azienda e non una persona a cui vada bene tutto. Questo è strettamente collegato alla maggiore specializzazione richiesta in tutti i settori professionali che rendono i lavoratori “generici” sempre meno appetibili nel mercato attuale.

Gli esempi di risposta citati precedentemente si collegano ai bisogni come motore trainante della propria motivazione al lavoro. Come sostenuto da Massimo Bruscaglioni nel suo libro “Il gusto del potere” il bisogno è “legato alla frustrazione, è spiacevole, imprescindibile, specifico, riferito al passato”, quasi un fardello con cui dobbiamo fare i conti che ci può ostacolare anche nella ricerca di un lavoro.

Con questo non voglio sostenere che i bisogni sopra elencati siano inutili o possano essere tralasciati, anzi, ma che sia necessario accompagnare ad essi anche una dimensione maggiormente desiderante, proattiva e orientata al futuro, che ci permetta di costruire nuovi scenari possibili al posto di riproporre percorsi già intrapresi.

Accade spesso che la situazione della persona in cerca di lavoro sia complessa e difficile sia dal punto di vista materiale (mancanza di mezzi di sussistenza) che dal punto di vista psicologico e che per questo risulti praticamente impossibile riuscire a pensare a quelli che sono i propri desideri quando i bisogni sovrastano tutto il resto.

Come fare quindi a tenere in considerazione anche altri aspetti diversi dai bisogni nel momento in cui ci si approccia alla ricerca del lavoro?

Uno strumento fondamentale è il progetto professionale!

Ecco di cosa si tratta.

Sempre più spesso si sente parlare di ricerca “attiva” del lavoro e il progetto professionale è uno degli elementi fondamentali di questo nuovo modo di muoversi nelle fasi di transazione professionale. Non basta semplicemente rispondere agli annunci inviando un curriculum e una lettera di presentazione, occorre darsi una direzione più precisa e muoversi anche al di fuori dei canali tradizionali.

Quali sono i vantaggi principali collegati alla definizione di un progetto professionale?

  • Più consapevolezza rispetto alle proprie scelte lavorative e ai propri valori professionali
  • Più consapevolezza rispetto ad eventuali gap formativi da colmare per raggiungere l’obiettivo professionale prefissato
  • Più conoscenza del settore/mercato di riferimento a livello economico, geografico e occupazionale
  • Più responsabilità rispetto alle proprie scelte e ai loro esiti.

Ecco 5 domande che possono aiutarti a definire il tuo progetto professionale:

1- Quali profili rispecchiano i miei interessi e le mie aspirazioni professionali?

Questa domanda apparentemente semplice deve essere approfondita adeguatamente individuando uno o più profili professionali specifici che contengano le caratteristiche che ricerchiamo nel lavoro in termini di obiettivi, tipologie di contratto, attività, settore, orario, distanza, ecc.
Per riuscire ad eseguire questa analisi con maggior facilità si può fare riferimento alle proprie esperienze precedenti, professionali o meno, ed individuare le caratteristiche di quei ruoli e contesti che abbiamo apprezzato e quelle che invece erano meno in linea con la nostra idea di lavoro.

2- Quali competenze caratterizzano i profili professionali che ho individuato?

Un secondo passaggio consiste nell’analisi delle competenze relative ai diversi profili professionali individuati. Si tratta di definire quali sono le conoscenze, le capacità tecnico-professionali e le competenze trasversali che descrivono un determinato profilo. Per aiutarci in questa analisi sono diversi gli strumenti on line a disposizione ma uno dei più semplici da utilizzare è il repertorio delle professioni ISFOL che ti permetterà di avere una panoramica dei diversi profili lavorativi e delle loro caratteristiche in termini di compiti, conoscenze, attitudini. valori, ecc.

3- Quali competenze possiedo già e quali devo invece acquisire o perfezionare?

In seguito all’analisi dei profili occorre effettuare un piccolo bilancio di competenze personale per individuare eventuali gap formativi da colmare. Rispetto alle conoscenze teoriche si potranno individuare eventuali tematiche da approfondire attraverso lo studio di testi o la frequenza di corsi (on line o in presenza). Le capacità tecnico-professionali potranno essere approfondite attraverso corsi di formazione o esperienze di stage, tirocinio e volontariato. Per quanto riguarda le competenze trasversali occorre comprendere se si è in possesso di quelle fondamentali richieste dal lavoro e, in alternativa, capire in quali contesti potrebbero essere sviluppate.

4- Quanto ho adattato i miei strumenti di ricerca rispetto alle informazioni acquisite?

Il curriculum vitae e la lettera di presentazione non sono dei documenti statici che possono essere utilizzati indifferentemente per qualsiasi profilo. Sulla base delle riflessioni fatte rispetto alle competenze che caratterizzano i profili di tuo interesse è necessario adattare la lettera di presentazione e il curriculum mettendo in evidenza le motivazioni che ti portano a candidarti, le competenze tecniche e trasversali che già possiedi rispetto al profilo desiderato e le esperienze che ti hanno permesso di svilupparle. Puoi creare diverse versioni del curriculum vitae in modo da evidenziare maggiormente le esperienze formative e professionali in linea con il lavoro per il quale ti stai candidando.

5- Qual è il mio piano d’azione?

Definire un piano d’azione è fondamentale perché ti permetterà di monitorare costantemente le tue azioni e di valutare eventuali cambiamenti di strategia sulla base degli errori o dei successi precedenti.

Prima di definire un piano d’azione efficace occorre innanzitutto analizzare i settori all’interno dei quali operano i profili di tuo interesse e le potenziali organizzazioni alle quali potrebbe essere inviata la propria candidatura. In seguito è necessario a definire il piano d’azione in termini di attività da svolgere (invio cv, contatto telefonico, autocandidatura via mail, ecc.), strumenti da utilizzare (curriculum vitae cartaceo o digitale, lettera di presentazione, video cv, ecc.) e tempi necessari per realizzare le diverse attività. Un ulteriore passaggio può riguardare l’individuazione di eventuali opportunità o criticità legate ad un settore, un’azienda o un determinato profilo in modo da poter anticipare le possibilità e gli ostacoli che potremmo dover affrontare.
Se siete già riusciti a dare una risposta a queste domande siete pronti per iniziare la ricerca!

In caso contrario non vi preoccupate, definire un progetto professionale può essere un processo lungo e faticoso ma vi porterà sicuramente ad avere più chiari quali sono i vostri obiettivi futuri!

Nuovo anno tempo di buoni propositi… e di bilanci!

L’inizio del nuovo anno è sempre un buon momento per darsi nuovi obiettivi, ma è utile anche fare un bilancio dell’anno …

Ascoltare Sé Stessi per Comprendere l’Altro – Incontro Gratuito

All’interno dell’iniziativa “Studi Aperti” in occasione della Giornata Nazionale della Psicologia vi invitiamo all’incontro …

Studi Aperti: incontri informativi gratuiti in occasione della Giornata Nazionale della Psicologia

Studio aperto il 12 e 13 ottobre 2018 In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, prevista per il 10 ottobre …